Malattia parodontale, parodontite, piorrea

La PARODONTOLOGIA è la branca dell’odontoiatria che studia le malattie dell’apparato di sostegno del dente: osso, legamento parodontale, gengiva.

Esistono svariate specie di patologie che si distinguono per gravità, sede, età di insorgenza e velocità di progressione.

Riconoscere per tempo la malattia parodontale significa arginarne la progressione e, quando possibile, ripristinare l’integrità dei tessuti di sostegno dei denti.

Ciò che negli ultimi anni si è appreso riguardo alla malattia parodontale ci aiuta in questo difficile compito:

  • la malattia parodontale non è una patologia limitata alla bocca: essa infatti può causare diabete, patologie cardiovascolari, infertilità, impotenza sessuale.
  • la malattia parodontale è provocata da alcuni batteri specifici.
  • la malattia parodontale richiede una predisposizione genetica (ed è quindi, spesso, ereditaria)

Per un corretto approccio è necessaria una fase iniziale di diagnosi accurata  –la visita parodontale– seguita da una fase di terapia volta a rimuovere le cause dell’infiammazione gengivale (tartaro e placca) e successivamente, a mantenere lo stato di salute orale. I soggetti che mostrano una buona risposta nel tempo a questa fase iniziale potranno poi essere sottoposti ai trattamenti di rigenerazione tissutale guidata che permettono di ripristinare i tessuti parodontali persi.

Come si svolge la visita parodontale?

Si tratta di una fase molto importante e delicata, utile a identificare il tipo di parodontite da cui sei affetto, per questo le dedichiamo una seduta di almeno 60 – 90 minuti:

  • effettuiamo un full radiografico completo: sono radiografie in grado di mostrare con notevole chiarezza ciascun dente e l’osso di sostegno
  • raccogliamo una serie di dati sulla salute generale e su quelle abitudini che possono condizionare la salute dei tessuti duri e molli
  • rileviamo i sondaggi, ossia delle misure al millimetro, delle tasche e delle perdite di attacco su ogni superficie di tutti i denti: la cosa si rivelerà utile, oltre che per la diagnosi, anche per andare a verificare i miglioramenti in corso di terapia.